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sabato, 14 luglio 2007

Certo, detto da Luigi Berlinguer ...

La scuola italiana è stata più di altre, in Europa, marcatamente di classe. Ha puntualmente svolto il ruolo assegnatole di conservazione di un equilibrio sociale discriminatorio. L'analfabetismo è stato debellato molto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, danneggiando così sia gli esclusi, sia le loro generazioni successive, visto che il livello culturale dei genitori costituiva una causa pesante di condizionamento scolastico dei figli. Anche l'espansione della scuola secondaria giunge in ritardo nel nostro paese: ora è finalmente in crescita, ma anche qui siamo indietro e con gravi strozzature sociali e culturali. Inoltre, la debole e insufficiente preparazione di base è costantemente esposta all'obolescenza e a forme di analfabetismo secondario di ritorno, privando le persone delle conoscenze necessarie per affrontare quotidiani problemi di vita e di lavoro. Nonostante la crescita degli ultimi decenni siamo lontani dalla scuola equa e di qualità di cui abbiamo assoluto bisogno. Una scuola di classe: duole constatare che un tema così cruciale sia così poco presente nella pubblicistica e negli scritti dei maîtres à penser che discettano sulla scuola nei quotidiani. A mio avviso la sinistra, la stessa tradizione comunista, hanno sottovalutato questo aspetto. La discussione educativa in Italia è socialmente poco sensibile e soprattutto ancorata a vecchi schemi, superati dalla nuova realtà sociale (salvo eccezioni). La scuola di cui si parla non esiste più. Anche per questo il dibattito attuale sulla scuola si arroventa di ideologismi antichi, ignora le rilevantissime novità che hanno investito il campo dell'education. Lo stesso pensiero marxista ha sofferto dell'egemonia culturale del neo idealismo proto novecentesco, che è alla base del nostro impianto didattico culturale. Ad esempio, si sono presto archiviati Banfi e De Bartolomeis. Peggio, si è sepolta Maria Montessori, la più alta presenza italiana nell'education, e con lei quanto di straordinario anticipo essa rappresentava per la prospettiva di una scuola equa e di qualità. Analoga sorte, su altro piano, sembra esser capitata all'insegnamento di Emma Castelnuovo e di don Milani, più evocati che praticati.

postato da: comuscientifica alle ore 16:35 | Link | commenti
categoria:apprendimento, e-learning, solidarietĂ , montessori, adultitĂ , costruttivismo
martedì, 29 maggio 2007

In Italia abbiamo un ritratto decisamente inquietante delle condizioni dell’infanzia: bambini e ragazzi tendono a passare la maggior parte della giornata in ambienti chiusi.. il mancato confronto con l’esterno rischia di produrre personalità chiuse, fragili e scarsamente autonome. La paura dei pericoli della società porta a limitare l’indipendenza dei bambini e a ritardare l’acquisizione graduale di una autonomia che è fondamentale per affrontare le inevitabili difficoltà dell’adolescenza e dell’età adulta, riduce le opportunità di stabilire contatti con coetanei non programmati dagli adulti.. accompagnati a scuola in macchina, si nega loro la conoscenza di tutto un mondo che sta tra la casa e la scuola, la casa e la palestra, fatto di persone, cose, situazioni che servono ad arricchire il bagaglio delle esperienze individuali del bambino, altrimenti abituato a percepire i luoghi come entità distinte, non collegate tra loro da uno spazio fisico, ma da uno spazio “virtuale” asettico e che rende irreali le distanze: l’abitacolo dell’automobile.

postato da: comuscientifica alle ore 12:35 | Link | commenti
categoria:bambini, critical mass, apprendimento, solidarietĂ , mobilitĂ , movimenti urbani, bicicrazia
martedì, 29 maggio 2007

Sto seguendo e curando il blog di Raoul , attualmente alle prese con la sua biciprovocazione da Civitanova Marche a Nordkapp in solitaria e bici da strada, che trovate  al link: http://raoulcivitanovanordkapp.splinder.com. La provocazione nasce dal fatto di aver preso il via da un tratto di circa 5 km di ciclabile urbana totalmente avulsa dal traffico urbano, adatta solo per passeggiate domenicali.Vogliamo convincere invece di molto di +: vogliamo che la bici diventi  lo strumento principe per gli spostamenti  urbani e strumento di rinascimento sociale urbano!

il ciclista urbano e' per sua natura un inventore...un nuovo equilibrio rimettera' in marcia la citta.

Il territorio nelle urbanistica contemporanea,  invece che essere uno spazio garantito, dove coltivare al meglio le proprie aspirazioni sociali, è frammento ... c'è necessità di trovare nuovi catalizzatori di energie, idee forti che aggreghino i frammenti della città contemporanea per interpretarne le profonde trasformazioni. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città - Peter Baw co-houser di S. Francisco - con i suoi problemi sociali e ambientali. Per cambiare la società è necessario vivere in città e non fuori”. Come il cohousing  risponde alle nuove esigenze di abitare , il movimento urbano critical mass propone di ripensare i temoi e i modi del muoversi. La strada per molti è solo un luogo per andare da un punto A (casa) ad un punto B (posto di lavoro o di consumo).

postato da: comuscientifica alle ore 12:25 | Link | commenti
categoria:critical mass, urbanistica, solidarietĂ , co-housing, prosocialitĂ , comunanze, bicicrazia
mercoledì, 02 maggio 2007

Il  co-housing nasce in Scandinavia negli anni 60, ed è a oggi diffuso specialmente in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone. Le comunità di cohousing combinano l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini...) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale.

postato da: comuscientifica alle ore 16:53 | Link | commenti
categoria:urbanistica, solidarietĂ , costruttivismo, co-housing, movimenti urbani