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venerdì, 27 aprile 2007

Ad Eleonora che, davanti allo sconfortante silenzio del padre
di fronte al banco dei surgelati, seppe trovare conforto da
Mastrolindo, scaffale detergenti e affini.

Quando realizzai la necessità di dovermi avventurare, nel trattare quello che avevo immaginato essere un progetto di Educazione stradale di contenuto eminentemente “tecnico”, nell’insidioso territorio della psicologia dello sviluppo, ho pensato  di volerlo affrontare proprio perchè nn inserito  nel novero degli argomenti “eccellenti” dell’e-earning...Che si trattasse di territorio ancora giudicato insidioso per l’ e-learning continuavo a pensarlo… come, del resto, tutto ciò che si riprometta di rivolgersi a studenti dell’obbligo e, per di più, spinosamente adolescenti. E ho pensato all’idea che io stessa, da sola o con la complicità del senso comune, pure accademico, mi ero fatta dell’e-learning e dei suoi “standard”: lindi e assorti dirigenti d’azienda, composti ad assistere lo svolgersi delle diapositive previste e a stilare a casa sul pc fornito dall’azienda quanto assegnato, molto di asettico, poco di coinvolgente …  Gli spinosi adolescenti, quelli che, a poterlo confessare con sincerità, nessun adulto dotato di ragione vorrebbe mai incontrare in gruppi di più di due, quelli ad altissima soggettività, come target di riferimento in e-learning può significare cercare grattacapi
postato da: comuscientifica alle ore 10:36 | Link | commenti
categoria:scuola, adolescenza, mobilitĂ , prosocialitĂ 
giovedì, 26 aprile 2007

 "La libertà è il solo mezzo per arrivare, mediante l'esperienza, al vero e al meglio; non vi è libertà se non vi è libertà di errore"(Errico Malatesta)

La pedagogia libertaria è una grande sconosciuta: resta tuttora ignota non solo al grande pubblico, ma anche a coloro che si occupano di scuola e ai cosiddetti esperti di pedagogia. Il centro delle sue riflessioni è la possibilità di un'educazione anti-autoritaria. Il completo oblio della tradizione pedagogica libertaria appare tanto più grave in quanto molte di quelle idee sono diventate parte del tessuto del senso comune pedagogico. La ragione di questo occultamento forse è che la pedagogia libertaria vuole in primo luogo sottrarre l'educazione agli esperti, rimuovere steccati disciplinari , rimettere in discussione la stessa idea di pedagogia. E’ un’educazione consapevolmente ed essenzialmente fallibilista e contingente: fallibilista perché vuol educare al dubbio, in primo luogo sull'educazione e sull'educatore stesso e sui suoi metodi; poi perché sa che l'errore è una risorsa autoeducativa straordinaria; contingente perché rinuncia ad autoriprodursi forzosamente, lascia libero l'altro di percorrere una via diversa, non c'è nessun «uomo nuovo» da costruire secondo parametri predeterminati. L'educazione ha a che fare con la cultura, con le pratiche attraverso le quali si trasmettono valori e conoscenze non solo da una generazione all'altra, ma anche orizzontalmente nelle relazioni sociali.

postato da: comuscientifica alle ore 10:58 | Link | commenti
categoria:scuola, apprendimento, e-learning