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venerdì, 06 luglio 2007

La costruzione di ambienti di apprendimento in ambiti tecnologicamente orientati (ICT, e-learning), deve modularsi in base a concrete opportunità contestuali cognitive e interagire con specifiche dinamiche culturali. Ripensare oggi il modo di fare conoscenza significa riflettere su molto più che sul suo accesso, ovvero anche sulla sua riproduzione e costruzione. Un processo che passa attraverso due dimensioni: una che responsabilizza l’individuale modo di accedere alla propria conoscenza, al di là di percorsi predisposti e definiti una volta per tutte, l’altra che interagisce  in una comunità di apprendimento capace di stimolare, negoziare  e confermare le modalità personali di gestione delle conoscenze in rappresentazioni condivise delle stesse. Lo spazio compreso tra le due dimensionideve garantire la partecipazione in un ambiente condiviso ma anche l’opportunità di reagire creativamente ad esso, cogliendo l’occasione per interpretazioni inedite. Una visione integrata dell’ambiente di apprendimento deve modulare le mutate modalità di trasferimento della conoscenza, dalla tradizionale e intenzionale trasmissione trans-generazionale ad una modalità auto-diretta e metariflessiva non più soggetta all’univocità dei ruoli di adulto-insegnante e adolescente-discente. I modelli e-learning detti di terza generazione intendono produrre sapere oltre che ottimizzarne la fruizione garantendo lo sviluppo di personali capacità

postato da: comuscientifica alle ore 10:26 | Link | commenti
categoria:apprendimento, adolescenza, gestalt, adultitĂ , costruttivismo, prosocialitĂ 
martedì, 29 maggio 2007

Sto seguendo e curando il blog di Raoul , attualmente alle prese con la sua biciprovocazione da Civitanova Marche a Nordkapp in solitaria e bici da strada, che trovate  al link: http://raoulcivitanovanordkapp.splinder.com. La provocazione nasce dal fatto di aver preso il via da un tratto di circa 5 km di ciclabile urbana totalmente avulsa dal traffico urbano, adatta solo per passeggiate domenicali.Vogliamo convincere invece di molto di +: vogliamo che la bici diventi  lo strumento principe per gli spostamenti  urbani e strumento di rinascimento sociale urbano!

il ciclista urbano e' per sua natura un inventore...un nuovo equilibrio rimettera' in marcia la citta.

Il territorio nelle urbanistica contemporanea,  invece che essere uno spazio garantito, dove coltivare al meglio le proprie aspirazioni sociali, è frammento ... c'è necessità di trovare nuovi catalizzatori di energie, idee forti che aggreghino i frammenti della città contemporanea per interpretarne le profonde trasformazioni. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città - Peter Baw co-houser di S. Francisco - con i suoi problemi sociali e ambientali. Per cambiare la società è necessario vivere in città e non fuori”. Come il cohousing  risponde alle nuove esigenze di abitare , il movimento urbano critical mass propone di ripensare i temoi e i modi del muoversi. La strada per molti è solo un luogo per andare da un punto A (casa) ad un punto B (posto di lavoro o di consumo).

postato da: comuscientifica alle ore 12:25 | Link | commenti
categoria:critical mass, urbanistica, solidarietĂ , co-housing, prosocialitĂ , comunanze, bicicrazia
lunedì, 30 aprile 2007
E' ormai chiaro che gran parte della Iper-gerontocrazia allignante nelle stanze "accademiche", che con relativissimo sbalordimento ho visto aderire fin troppo prontamente alle istanze/strumenti di social network e web 2.0 , nn ha avuto affatto intenzione di cambiare prassi didattica, vabbè... fosse solo questione di tempo...Enzo Spaltro, che fu pioniere dei T-Group, distingueva tra "potere come comando" e "potere come opportunità" ma da tempo nelle suddette stanze la seconda accezione s'è involata, a scongiurarne il ritorno dalle finestre universitarie sentinellano collaudati meccanismi di boicottaggio o "depotenziamento", ma... fosse solo questione di tempo...
postato da: comuscientifica alle ore 16:56 | Link | commenti
categoria:apprendimento, e-learning, prosocialitĂ 
sabato, 28 aprile 2007
“Pensare” significa mettere in relazione diverse componenti del pensiero, nella loro dinamicità e interattività, intelligenza è approssimazione all’”altro”, al suo modo di attribuire senso e significato alla realtà: le cose, gli altri, il mondo, se stessi. L'autobiografia, ricostruendo una memoria personale nel desiderio di autorappresentazione, genera eventi condivisi da altri. L’alterità biografica consiste nella capacità di essere nel “qui e ora” e nel passato,in  bi-locazione cognitiva: è la capacità di scoprirsi dotati della possibilità di “dividersi senza perdersi”. La narrazione di sé consiste in un metodo cognitivo che attua un’educazione della mente attraverso il pensiero attivo ed evolutivo. Raccontare la propria biografia educativa significa riappropriarsi di un personale potere autoformativo, confrontando  le esperienze di educazione istituzionale con processi di autoformazione nati da diversi tipi di legame emotivo/affettivo con gli altri, le cose, se stessi. Nel momento relazionale dell’incontro tra chi è protagonista di una vicenda e qualcuno che si dimostra interessato ad essa subentra l’effetto di eterostima: il narratore si riconosce nelle parole altrui, di attenzione e conferma. Nei Laboratori di didattica autobiografica l’autobiografia verifica anche delle "trasposizioni", delle "proiezioni" di progettualità nel futuro, verso "io futuri".
postato da: comuscientifica alle ore 00:50 | Link | commenti
categoria:apprendimento, prosocialitĂ