Anche se è scontato nel mondo scientifico il fatto che la principale attività del cervello sia elaborare l’ immaginario generando interpretazioni per dimensionare un pronostico di interazione possibile con l’ambiente, il dibattito pedagogico non se ne rende conscio. "Meccanicamente" nella retina non ci sono immagini o colori, essa funziona piuttosto come un "taccuino" (visual buffer) destinato a confrontare continuamente le funzioni dei due emisferi cerebrali (memoria e previsione):la realtà che percepiamo è il frutto di una ricerca cerebrale creativa e mai meccanicamente conseguenziale.
Il punto "didattico" è che la concezione obsoleta del vedere creando una immagine impressa direttamente sulla retina è, secondo me, uno dei maggiori ostacoli alla fondazione di un "appprendimento mobile" capace di conferire dignità a "strumenti" autoprodotti di rappresentazione quali le immagini mentali.
Il punto "didattico" è che la concezione obsoleta del vedere creando una immagine impressa direttamente sulla retina è, secondo me, uno dei maggiori ostacoli alla fondazione di un "appprendimento mobile" capace di conferire dignità a "strumenti" autoprodotti di rappresentazione quali le immagini mentali.
postato da: comuscientifica alle ore 08:46 | Link | commenti
categoria:apprendimento, e-learning, neuroni mirror, visual buffer
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