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martedì, 29 maggio 2007

In Italia abbiamo un ritratto decisamente inquietante delle condizioni dell’infanzia: bambini e ragazzi tendono a passare la maggior parte della giornata in ambienti chiusi.. il mancato confronto con l’esterno rischia di produrre personalità chiuse, fragili e scarsamente autonome. La paura dei pericoli della società porta a limitare l’indipendenza dei bambini e a ritardare l’acquisizione graduale di una autonomia che è fondamentale per affrontare le inevitabili difficoltà dell’adolescenza e dell’età adulta, riduce le opportunità di stabilire contatti con coetanei non programmati dagli adulti.. accompagnati a scuola in macchina, si nega loro la conoscenza di tutto un mondo che sta tra la casa e la scuola, la casa e la palestra, fatto di persone, cose, situazioni che servono ad arricchire il bagaglio delle esperienze individuali del bambino, altrimenti abituato a percepire i luoghi come entità distinte, non collegate tra loro da uno spazio fisico, ma da uno spazio “virtuale” asettico e che rende irreali le distanze: l’abitacolo dell’automobile.

postato da: comuscientifica alle ore 12:35 | Link | commenti
categoria:bambini, critical mass, apprendimento, solidarietĂ , mobilitĂ , movimenti urbani, bicicrazia
martedì, 29 maggio 2007

Sto seguendo e curando il blog di Raoul , attualmente alle prese con la sua biciprovocazione da Civitanova Marche a Nordkapp in solitaria e bici da strada, che trovate  al link: http://raoulcivitanovanordkapp.splinder.com. La provocazione nasce dal fatto di aver preso il via da un tratto di circa 5 km di ciclabile urbana totalmente avulsa dal traffico urbano, adatta solo per passeggiate domenicali.Vogliamo convincere invece di molto di +: vogliamo che la bici diventi  lo strumento principe per gli spostamenti  urbani e strumento di rinascimento sociale urbano!

il ciclista urbano e' per sua natura un inventore...un nuovo equilibrio rimettera' in marcia la citta.

Il territorio nelle urbanistica contemporanea,  invece che essere uno spazio garantito, dove coltivare al meglio le proprie aspirazioni sociali, è frammento ... c'è necessità di trovare nuovi catalizzatori di energie, idee forti che aggreghino i frammenti della città contemporanea per interpretarne le profonde trasformazioni. Oggi più della metà della popolazione mondiale vive in città - Peter Baw co-houser di S. Francisco - con i suoi problemi sociali e ambientali. Per cambiare la società è necessario vivere in città e non fuori”. Come il cohousing  risponde alle nuove esigenze di abitare , il movimento urbano critical mass propone di ripensare i temoi e i modi del muoversi. La strada per molti è solo un luogo per andare da un punto A (casa) ad un punto B (posto di lavoro o di consumo).

postato da: comuscientifica alle ore 12:25 | Link | commenti
categoria:critical mass, urbanistica, solidarietĂ , co-housing, prosocialitĂ , comunanze, bicicrazia