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venerdì, 06 luglio 2007

La costruzione di ambienti di apprendimento in ambiti tecnologicamente orientati (ICT, e-learning), deve modularsi in base a concrete opportunità contestuali cognitive e interagire con specifiche dinamiche culturali. Ripensare oggi il modo di fare conoscenza significa riflettere su molto più che sul suo accesso, ovvero anche sulla sua riproduzione e costruzione. Un processo che passa attraverso due dimensioni: una che responsabilizza l’individuale modo di accedere alla propria conoscenza, al di là di percorsi predisposti e definiti una volta per tutte, l’altra che interagisce  in una comunità di apprendimento capace di stimolare, negoziare  e confermare le modalità personali di gestione delle conoscenze in rappresentazioni condivise delle stesse. Lo spazio compreso tra le due dimensionideve garantire la partecipazione in un ambiente condiviso ma anche l’opportunità di reagire creativamente ad esso, cogliendo l’occasione per interpretazioni inedite. Una visione integrata dell’ambiente di apprendimento deve modulare le mutate modalità di trasferimento della conoscenza, dalla tradizionale e intenzionale trasmissione trans-generazionale ad una modalità auto-diretta e metariflessiva non più soggetta all’univocità dei ruoli di adulto-insegnante e adolescente-discente. I modelli e-learning detti di terza generazione intendono produrre sapere oltre che ottimizzarne la fruizione garantendo lo sviluppo di personali capacità

postato da: comuscientifica alle ore 10:26 | Link | commenti
categoria:apprendimento, adolescenza, gestalt, adultitĂ , costruttivismo, prosocialitĂ 
venerdì, 27 aprile 2007

Ad Eleonora che, davanti allo sconfortante silenzio del padre
di fronte al banco dei surgelati, seppe trovare conforto da
Mastrolindo, scaffale detergenti e affini.

Quando realizzai la necessità di dovermi avventurare, nel trattare quello che avevo immaginato essere un progetto di Educazione stradale di contenuto eminentemente “tecnico”, nell’insidioso territorio della psicologia dello sviluppo, ho pensato  di volerlo affrontare proprio perchè nn inserito  nel novero degli argomenti “eccellenti” dell’e-earning...Che si trattasse di territorio ancora giudicato insidioso per l’ e-learning continuavo a pensarlo… come, del resto, tutto ciò che si riprometta di rivolgersi a studenti dell’obbligo e, per di più, spinosamente adolescenti. E ho pensato all’idea che io stessa, da sola o con la complicità del senso comune, pure accademico, mi ero fatta dell’e-learning e dei suoi “standard”: lindi e assorti dirigenti d’azienda, composti ad assistere lo svolgersi delle diapositive previste e a stilare a casa sul pc fornito dall’azienda quanto assegnato, molto di asettico, poco di coinvolgente …  Gli spinosi adolescenti, quelli che, a poterlo confessare con sincerità, nessun adulto dotato di ragione vorrebbe mai incontrare in gruppi di più di due, quelli ad altissima soggettività, come target di riferimento in e-learning può significare cercare grattacapi
postato da: comuscientifica alle ore 10:36 | Link | commenti
categoria:scuola, adolescenza, mobilitĂ , prosocialitĂ 
martedì, 24 aprile 2007
«Chi sei tu?» disse il Bruco.
Poco incoraggiante come inizio di
conversazione.
Alice rispose alquanto timidamente,
«Io…ora come ora non saprei, signore,
cioè, stamattina quando mi
sono alzata lo sapevo, ma da allora credo
di essere cambiata diverse volte»”
Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie

Narcisistico e androcentrico l’adulto ha definito l’adulto “simbolo di potenza, pienezza, creatività e arbitrio, protagonista della storia e della cultura”, l’adulto si identificato con uomo, ignorando o dileggiando le altre età (anche per Freud la formazione della personalità si stabilizza totalmente nell’adolescenza e i cambiamenti in età adulta sono di norma impossibili ). Eppure è chiaro come solo se il tempo viene inteso in una concezione teleologica=tempo come fine, l’adulto diventa apice, il compimento di qualcosa già scritto; se il tempo è invece =successione l’adulto è “ridimensionato” come risultato dell’esperienza…Pienezza del mondo adulto…Di nuovo eccoci in presenza di un pregiudizio perdurante anche se da tempo confutato! Già negli anni quaranta (addirittura Charlotte Bühler negli anni Trenta) Jung faceva fronteggiare nell’adulto il  puer, forza creatrice e rigeneratrice piena di desiderio e il senex , stabile, laborioso e sicuro. In ogni caso la situazione attuale mostra che l’idea di uomo-adulto come meta-apice dello sviluppo umano e riferimento verso cui orientare le giovani generazioni abbia cominciato a vacillare. Il ripensamento dell’età adulta restituisce importanza a tutte le altre età della vita e ora, cercando un sostantivo che la designasse con precisione, è stato creato il termine adultità. Incerta però la definizione di adultità: si parla di “evanescenza del cresciuto” , l'adulto compiuto tramandataci dal passato ma i criteri per definire l’adulto
in dinamicità e cambiamento si presentano come sommatoria di definizioni parziali, spesso temporali, non univoci, alla fine identici a quelli dell'adolescenza (!).
postato da: comuscientifica alle ore 11:26 | Link | commenti
categoria:violenza, apprendimento, adolescenza, e-learning, bullismo, adultitĂ 
sabato, 21 aprile 2007
Ho rispolverato Illich:"la scuola si era rivelata un'istituzione poco efficace nella trasmissione delle conoscenze, così come l'estensione della scolarizzazione non è riuscita a rendere più equa e democratica la società. Non si può dimostrare che con un'istruzione prolungata delle giovani generazioni un paese diventi più competitivo .. o che si è meglio attrezzati per fronteggiare le incertezze di una società globalizzata, regolata da leggi dettate dalla mondializzazione dei beni e dei servizi"...In più  penso che oggi la scuola sia violenta:come si sostanzia la violenza a scuola. La scuola è l'ultima  entrata di massa quotidiana della nostra società...è fisicamente coatta, a voglia ad ammantarla poi con  vagheggiamenti pedagogici di varia estrazione, ormai puzzano di ipocrisia. Se parlate sinceramente con  gli studenti  dovrete ammettere che la scuola è da gran parte di loro avvertita come una realtà che nn aiuta a crescere ma che invece costringe e mortifica, diciamolo, parcheggia ...parcheggia perchè al sistema-lavoro-consumo degli adulti necessita un parcheggio: è alla coercizione consumo-lavoro degli adulti che le scuole debbono la loro organizzazione in orari  e classi, nn certo alle esigenze degli alunni!
postato da: comuscientifica alle ore 10:26 | Link | commenti (2)
categoria:violenza, adolescenza, bullismo