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lunedì, 09 giugno 2008
Cara Giusy , riapro dalla tua risposta al mio intervento per rilanciare i miei argomenti: la "poca dimestichezza degli insegnanti con l'informatica" è figlia di molte cause, alcune congenite alla italica struttura scolastica stessa così come continuiamo ad interpretarla.
Temo che le mie considerazioni possano uscire fuori dai binari di questo forum ma ....poi no, tutto sommato essere all'estero è anche un modo per guardare con più attenzione a come evolve il proprio lavoro, un momento metacognitivo, diremmo smile.gif e "la nuova realtà in cui ci si trova ad operare" non è forse anche quella più generale e relativa a questo periodo storico?
L'"interazione usuale" da superare su cui tu ci chiami ad intervenire è intesa, perlomeno da noi italiani, in un modo ben preciso, quello che riguarda anzitutto il "chiudere le porte dell'aula e fare la tua lezione" e quello del successivo momento di "elargizione" della lezione ad un pubblico essenzialmente passivo o teso all'ascolto del verbo del docente.
Diciamolo, si tratta di due non interazioni sulla base delle quali si è concretato il nostro mestiere senza troppo mai discutere di diverse possibilità didattiche. La discussione educativa in Italia è socialmente poco sensibile e soprattutto ancorata a vecchi schemi, ignora le rilevantissime novità che hanno investito il campo dell'education. Direi che abbiamo sofferto dell'egemonia culturale del neo idealismo che è alla base del nostro impianto didattico culturale ed abbiamo archiviato "alla leggera" Maria Montessori , Emma Castelnuovo , pure don Milani, va ....che, caspita!! In scuole italiane all'estero sarebbero davvero dei validi alfieri culturali.
postato da: comuscientifica alle ore 20:39 | Link | commenti
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mercoledì, 04 giugno 2008
Il culmine del maschilismo è tuttavia Jahvè: Eva dal corpo di Adamo quale suo “accessorio”..  Il fatto è che in realtà è vero tutto il contrario, poiché la femmina dell’homo sapiens nasce (in quanto si definisce biologicamente) circa 80.000 anni prima del maschio. Il cromosoma Y, che qualifica il maschio umano attuale e si trasmette di padre in figlio, è infatti comparso solo 59.000 anni fa, mentre il dna mitocondriale, proprio della femmina attuale, era già comparso 143.000 anni fa . Ciò ci autorizza a concludere che l’elemento biologico caratterizzante la femminilità umana sia nato molto prima di quello della mascolinità e che quindi Adamo deriva da Eva. La femmina homo sapiens ha continuato ad accoppiarsi con ominidi più antichi fino a generare il “suo” maschio attuale e definitivo. Il patriarcato, o più propriamente l’”androcrazia”, è il risultato di una visione distorta della realtà ... Il dominio del maschio è nato in contesti militarizzati e in situazioni di belligeranza, quando, per elevato aumento demografico o per motivi geografici o climatici, gruppi umani sono venuti in conflitto. L’adeguazione alla violenza e la capacità di produrla, tipiche del maschio, sono diventate così “doti” mitizzate . 


postato da: comuscientifica alle ore 19:57 | Link | commenti (1)
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