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venerdì, 23 febbraio 2007
Esposizione alla solitudine

Io credo che sia già mistica la natura quando è pura.
La quantità di percepibile nel paesaggio allora è tale da renderlo
trascendente perché nn proiettabile nella sua complessità di vita di
coscienza e, riconoscendo al mio dare vita di coscienza alla natura,
un atto stesso di natura, elimino il veleno dell´io. La natura è madre
figlia della sua figlia. Io divento la natura nell´atto di generarla
poiché, se io nn fossi arrivata fin qui, il paesaggio sarebbe restato
ignaro di sè .
..
postato da: comuscientifica alle ore 08:01 | Link | commenti
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giovedì, 22 febbraio 2007
Tu che dici..."butti le buccie nei contenitori differenziati, peccato che poi finiscono tutti insieme dentro lo stesso cassonetto, nello stesso camion, nella stessa discarica o inceneritore"...
Rifiuti e cassonetti: le buone pratiche iniziano così, facendo il proprio dovere o cmq quello di cui si è convinti  senza cercare scappatoie nei livelli + alti. Giudicare, rigiudicare, girare a vuoto per nn spostare mai il proprio sedere o peggio mettere il proprio sedere alposto del cervello...è poi uno dei malesseri per cui nn vedo l'ora di cambiare passaporto ...oggi + che mai , visto quello che è successo al Senato. Se ancora a volte sono tentata deal messaggio cristiano è per Francesco d'Assisi e per Madre Teresa...credo tu conosca la sua bella poesia, mi limito a citarne il senso: "diranno che è inutile , che nn serve a niente, che sei interessato...nn importa, fallo, fai il bene..."
Varie volte ho viaggiato nel mondo arabo, ho sempre cercato , come immagini, gente con cui parlare francamente, mooolto difficile là, forse + che nell'ipocrita itaglietta nostra. Quando è successo  è stato inevitabile parlare di religione e di donne. L'impressione che ne ho ricavato  è che loro ci credono totalmente mancanti di morale, dei fregnoni che scopano e bevono e gironzolano per i supermercati, degli abomini di natura  senza la guida di Dio. Io rispondo con la Rivoluzione francese, libertèegualitèfraternitè, quando i preti li cacciammo, noi europei, a calci in culo dal potere (erano una casta intoccabile, ricordi?uno dei 3 poteri), io rispondo con la mia etica nn morale, etica, che significa moltissimo, significa perseguire il bene mio in quanto  lo penso collettivo senza nessun prete che me lo dica dall'alto e mi liberi la coscienza e la responsabilità. E che tutto ciò, così poco e così tanto lo stiamo perdendo, continuo, è vero, lo perdiamo perchè nn si dibatte + sulle idee , in questa povera patria soprattutto puoi parlare di  pettinature o  di polpacci di calciatori, giocare ore e ore ai telefonini e a "fareallammore" pure in età matura, ragionare di niente purchè il tempo passi...sono convinta che  se noi 40-50 enni ancora ragioniamo da adolescenti a chi detiene il potere va più che bene. In un manicomio, più che nella festa idiota dei peter pan mi sembra essere incappata nel bosco dei bell'addormentatilobomotizzati...
Aspettando l'evolversi delle fiabe
postato da: comuscientifica alle ore 09:13 | Link | commenti
categoria:attualitĂ 
domenica, 04 febbraio 2007
Suono: ...questa e' la scatola degli anelli mancanti, della perdita che non riesco a cercare. dell' indicibilita di un deittico che indica ma non segna quella mela. l' incredulita di vederla mangiata senza alcun resto,senza che ne avverta la mancanza. il simbolo che avrei voluto tenere. il mio sguardo nella voragine. consolazione del vuoto esteso che non chiede compimento.

Stasera ho le mani gonfie, quasi che becco a fatica la tastiera. Ho passato una giornata a ridipingere casa  e in altri sfacchinii manuali e presumo che ce ne saranno altri ... mi trovo a vestire sempre più indefessamente i panni della formica. Il fatto mi preoccupa. Forse sono i miei quaranta che esigono il vestito d'uopo o forse sono io che sento arrivato il momento dell'espiazione...
Mi sono ritrovata di nuovo a considerare ragionare risvoltare il consueto tema del dolore, ahimè. E questo me nonostante. E questo non perchè ho indecorosamente deciso di affrontare la tappa Civitanova Marche- Montemonaco in bici manco da strada e con tenda a seguito ...lo so, la mia amica buddista parlerebbe di karma...
Pedalare però fa bene, l'ho fatto come metafora piccolissima e un pò grande dell'espiare..cosa e perchè non so...la congenita cattiveria dell'umano genere? O meglio la cattiveria del vivere, meglio ancora dell'esposizione che il vivere comporta. "Utenti deboli" così vengono chiamati i ciclisti in gergo urbanistico-piano del traffico. Utenti deboli, siamo utenti deboli...

Presenti multistrato.Quei presenti possibili proiettati su ipotetici futuri che ti fanno provare nostalgia con ricordi di cose che non hai vissuto? Un po’ come le storie di cent’anni di solitudine, coi tempi che si mischiano. Credo proprio di avere la necessità di tutto questo. Ma non è corretto dire necessità. Possiamo ringraziare la fisica moderna che ci ha confermato che il tempo non sia una costante, ma intimamente l’ho sperimentato senza bisogno di conoscere Einstein. Lo scorrere del tempo non è fluido, ha dei buchi, delle accelerazioni, delle sospensioni. Il problema è che viviamo in un mondo sensoriale che rispetta la fisica classica, newtoniana, ed allora la nostra narrazione (l’autonarrazione che giustifica le cose che facciamo) cerca la strada della fluidità. Fortunatamente esistono isole libere. Cmq il presente è veramente vivo più di tutto. La vita è ciò che ci accade, è la volontà di mantenere quello sguardo intelligentemente ottuso, sono le curve e le strade laterali...affrontate, appunto, da ciclista

p.s  libro di Maggiani: “Il viaggiatore notturno”. Da vedere “Eternal sunshine of the spotless mind”, ignobilmente tradotto con “se mi lasci ti cancello” quando più o meno significa “l'infinita gaiezza d'una mente candida”.




postato da: comuscientifica alle ore 07:25 | Link | commenti
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