| proprio oggi che hanno eletto Leonardo l'uomo più amato dagli europei.... Leggo con interesse quando scritto dalla collega Marta Mattiotti il 28 aprile riguardo l' insoddisfazione per l’offerta di lingua e cultura italiana che viene messa a disposizione soprattutto per mezzo delle nostre scuole all'estero.Finora pensavo che l'origine di tale insoddisfazione fosse da ricercare "a monte", nella discrasia che spesso affligge le scelte ministeriali, tra ribadita essenzialità del promuovere cultura e italian style all'estero e conti della serva che tendono a tagliare il tagliabile tout court più che a prevenire lo sperpero... |
In tal senso ho inteso l'obiettivo della Finanziaria del 2007 di ridurre del 20% l’organico dei nostri docenti statali in servizio all’estero, azione che, senza andar troppo per il sottile o minimamente perder prezioso tempo a meditare una razionalizzazione del settore scolastico, preferisce invece, con superficialità e pregiudizio, intendere tale razionalizzazione nel senso unico più scontato e "alla moda", ovvero nel senso dell'affido a soggetti privati, selezionati o no , purchè privati.
Ma ora rifletto sul fatto che quando dico selezionati ho una precisa idea: all'estero la questione didattica in gioco non è di poco conto, lo scontro è tra una "burocrazia dell'apprendere" che in Europa, sia pur lentamente e malvolentieri, sta prendendo coscienza dell'enorme portata che la rivoluzione tecnologica comporta prima nel manipolare conoscenze e poi nel mettere a punto più efficaci metodologie d'apprendimento, e strutture volutamente conservatrici nei paesi esteri in cui si opera, arroccate in vetusti nozionismi e posizioni di potere, restie a innovarsi nel fare didattica non tanto per difficoltà economiche nel dotarsi di tecnologie innovative, quanto per mancanza di effettiva buona volontà nell'accogliere tramite esse nuove concezioni dell'apprendimento che vedano un costante e aperto dialogo tra discente e docente. La conoscenza non può mai permettersi di essere arrocata, paurosa o nn innovativa. L'innovazione non si risolve in due o tre computer o schermi in più, è questione di creare nuovi rapporti basati sulla fiducia e sull'apprendimento continuo, collettivo, dinamico che questo periodo storico ci richiede. L'Italia questo ha da "vendere": una tradizione umanistica che ha filtrato con fiducia le novità tecnologiche ....meditando...riflettendo...facendo "artigianato"...senza privatizzazioni "di serie"!








Lunaria coordina il progetto "YouMap: young urban cartographies", co-finanziato dalla Commissione Europea: un progetto sulla cartografia partecipata e la rappresentazione giovanile ed interculturale della vita metropolitana. Da marzo a giugno 2008 si svolgeranno i laboratori giovanili di cartografia partecipata in 9 metropoli europee (Berlino, Amburgo, Ankara, Istanbul, Madrid, Barcellona, Parigi, Venezia e Roma) http://www.lunaria.org/


